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Lo sguardo e la parola 1974/1993 – Opere dalla Collezione Premio Viareggio

Dal 24 Luglio sarà visitabile la mostra ” Lo sguardo e la parola 1974/1993 Opere dalla Collezione Premio Viareggio” presso la GAMC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” di Viareggio, dedicata al Premio Viareggio.
Nella storia della cultura e del costume dell’Italia moderna Viareggio occupa un ruolo di primaria importanza grazie al mito della “Perla del Tirreno”, con lo splendido proliferare di vicende artistiche, letterarie, teatrali che lo contrassegnarono.

lo sguardo e la parola ViareggioNel suo periodo d’oro che va dalla fine dell’Ottocento alla seconda guerra mondiale, in virtù delle sue risorse ambientali e della capacità imprenditoriale di un’agguerrita generazione di operatori economici, Viareggio si affermò infatti come una delle grandi capitali europee del turismo balneare, in una dimensione raffinata e cosmopolita. In quegli anni a Viareggio hanno lungamente soggiornato e operato moltissimi dei più grandi esponenti del mondo dello spettacolo, della letteratura, dell’arte, della scienza – da Giacomo Puccini a Eleonora Duse, a Francesca Bertini, a Leopoldo Fregoli, a Rainer Maria Rilke, a Guglielmo Marconi, a Thomas Mann, a Paul Klee – elevandola al rango di città culturale di respiro internazionale, sempre all’avanguardia nella proposizione di moderne forme di vita e di espressione.

 Estate 1929
“Il Premio Viareggio nacque sotto un ombrellone da spiaggia, il mio, a destra della rotonda del vecchio Lido … Si era in cinque: Alberto Colantuoni, Primo Conti, il povero Gian Capo, Carlo Salsa e io. Si parlava animatamente dei libri belli dell’annata, dell’indifferenza in cui passavano tra il pubblico e della necessità di fare qualcosa perché quello stato di cose cessasse. Il Premio volle essere una reazione a codesta indifferenza. E doveva essere il colpevole, cioè il pubblico, a dargli quel nutrimento, cioè il danaro … Nacque il Premio Viareggio come festa mondana … Per realizzare il Premio noi cinque fondatori, cui si aggiunse Geo Crippa, caro estrosissimo segretario, ci buttammo allo sbaraglio. Si fecero miracoli; improvvisammo in due giorni un numero detto degli Immortali al quale collaborò pure Pirandello con una autocaricatura genialissima; vendemmo il giornale noi stessi lungo la spiaggia…”  (L. Rèpaci, Taccuino segreto, 1940)
Nonostante gli sforzi profusi dagli organizzatori l’attribuzione del riconoscimento avviene soltanto l’anno seguente, il 1° agosto 1930, con l’organizzazione del Ballo degli Scrittori presso l’Hotel Royal, una manifestazione culturale-mondana dove, nell’attesa dell’esito della giuria, gli spettatori vengono deliziati con “Danze, Canzoni argentine, Luminarie, Attrazioni, Sorprese” e con una esposizione di opere di Primo Conti; nell’occasione vengono premiati Lorenzo Viani e Anselmo Bucci, autori dei libri Ritorno alla Patria e Il pittore volante.

Nasce ufficialmente il Premio Viareggio. Arte e letteratura costituiscono un binomio imprescindibile che caratterizza fino dalla sua origine la storia del Premio; le opere d’arte hanno infatti costituito una delle fonti principali di finanziamento della manifestazione, come ricorda Primo Conti ne La gola del merlo “… Non si aveva soldi, e si dovette ricorrere, come sempre si ricorre, all’aiuto dei pittori …”.
Il collegamento con le arti figurative è il cardine fondamentale del Premio; il sostegno di grandi artisti in alcuni periodi è stato fondamentale nel momento in cui le loro opere subentrarono, per alcune edizioni, ai premi in denaro. A tal proposito nel 1963 Leonida Rèpaci scriveva: “ Domani un bel quadro di Guttuso, di Vespignani, di Treccani, di Attardi, una scultura di Manzù, di Fazzini, di Greco, di Mazzacurati e di altri grandi artisti che speriamo di avere al nostro fianco, potrebbero degnamente sostituire la posta in denaro. Sostituendo i milioni del premio con titolo onorifico di Viareggio intendo dare un esempio a tutti i premi italiani. L’autorità di un premio si conquista con l’importanza della sua giuria e con la validità delle sue scelte. Il denaro viene assai dopo. E’ quasi un di più …” .

In questo senso risulta fondamentale la collaborazione instaurata dal 1971 con il C.I.D.A.C. –  Centro Italiano Diffusione Arte e Cultura – di Roma, presieduto da Sergio Morico, che, oltre a sostenere il Premio Viareggio con opere di grandi artisti, si fa promotore di una serie di iniziative espositive collaterali dal titolo Omaggio al Maestro.

Nel 1975 Rèpaci, pur restando Presidente, cede la proprietà del Premio al Comune di Viareggio; successivamente viene nominato il Comitato di gestione il cui segretario è Gianfranco Tamagnini.
Nasce in questo periodo l’idea di fondare una pinacoteca del Premio letterario, come si evince da una lettera di Sergio Morico del 1977, conservata nell’archivio del Premio: “ … abbiamo accolto l’invito rivolto dal Dr. Tamagnini nel voler costituire la pinacoteca del Premio letterario di Viareggio ed abbiamo ritenuto opportuno mettere a disposizione della costituenda le prime opere … abbiamo aderito alla lodevole iniziativa e ci faremo quanto prima promotori nel reperire le opere …”.
Nel 1976 Primo Conti inaugura la Collezione con la donazione di dodici disegni “al vero” realizzati fra il 1914 e il 1915 a Viareggio in seguito all’esposizione a lui dedicata in quell’anno.

Sulla scia di questo gesto seguono molte altre donazioni provenienti non solo dalle esposizioni Omaggio al Maestro organizzate annualmente, dal 1974 al 1993, dal C.I.D.A.C.

Altre opere della Collezione provengono, tra le altre, dall’iniziativa Premio Viareggio di pittura e scultura promosso nel 1973 dallo stesso Leonida Rèpaci e da Vittorio Grotti, Presidente dell’Ente Culturale ai Frati di Camaiore. Si tratta di  un concorso riservato a giovani tra i venti e trent’anni ai quali viene richiesta la realizzazione di opere ispirate ai libri vincitori del Viareggio dell’anno precedente.
Il preludio della odierna rassegna è stato dedicato all’artefice del Premio, Leonida Rèpaci, ritratto da Primo Conti, Lorenzo Viani, Moses Levy, e da una raffinata effigie di Albertina Rèpaci, realizzata da Ugo Attardi; si tratta di opere donate al Comune di Viareggio nel 1986 dal nipote di Rèpaci, Antonino Parisi.

Il percorso espositivo presenta un allestimento cronologico arricchito da una serie di foulards e medaglie commemorative realizzate dagli artisti del Premio.

La mostra propone un significativo brano della storia del Premio Viareggio, sottolineandone la straordinaria vivacità intellettuale, la costante e fattiva commistione tra arte e letteratura. Uno straordinario progetto ideato e pensato da Leonida Rèpaci il quale, nel discorso pronunciato nel 1975 in occasione della cessione al Comune del Premio ebbe a sottolineare:
“Evviva il Premio Viareggio, amici, ora e sempre. Esso è destinato a un lunga vita, proiettata oltre la durata delle persone che lo rappresentano. Noi lo vediamo a tal punto identificato con la Città che è difficile pensare all’una senza sottintendere l’altro. In questa Versilia  che, oltre all’incanto naturale, conserva gelosamente alte tradizioni di cultura, il Viareggio è una cima delle Apuane fatta di libri, invece che di marmi. Del resto se il libro fa storia diventa marmo anch’esso”.

Quando:

dal 24 luglio 2016 al 22 gennaio 2017
Dove:
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani
Piazza Mazzini, Viareggio (LU)
Orario:
luglio – agosto: dal martedì alla domenica dalle 18.00 alle 23.00
settembre – giugno: dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.30
lunedì chiuso
biglietto 8 € ridotto 4 €
Ulteriori Informazioni:
e-mail: gamc@comune.viareggio.lu.it
Tel.0584 581118  sito web: www.gamc.it

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