PARCHI E ARTE AMBIENTALE

Non è un caso che si concentrino in Toscana alcuni dei più importanti interventi e collezioni di arte nel paesaggio di tutta Italia, nati nella seconda metà del ‘900 e riconosciuti come modelli di riferimento internazionale. Qui un paesaggio architettonico unico al mondo, fra declivi tagliati a perfezione, coltivazioni che ne sottolineano i profili, forme vegetali quasi scolpite, è da sempre un’impareggiabile attrazione per l’occhio degli artisti. Dagli anni ’50, cioè dalla realizzazione del Parco di Pinocchio, dove architetti e artisti hanno dato vita allo spazio della fiaba, molti si sono cimentati in opere integrate al paesaggio.

Oggi la Toscana è disseminata d’interventi artistici en plein air. Si assiste ad un vero e proprio ri-nascimento del paesaggio, frutto di gesti generosi, capaci di riqualificare e interpretare con sensibilità il territorio, di proseguire la vocazione culturale di questa terra che torna ad essere un laboratorio sperimentale sotto l’attenzione del mondo.

Ogni intervento ha una sua storia e sue peculiarità ma alcuni spiccano come fondatori dell’arte cosiddetta ambientale: gli Art spaces di Celle dagli anni ’80 si basano su una sinergia assoluta arte/paesaggio, frutto della pionieristica intuizione del collezionista Giuliano Gori, da cui conseguono altri progetti di rilievo fondati sul rapporto paesaggio-città come Affinità Elettive e Arte all’Arte o sulla produzione agricola come il Castello di Ama, tutti nel senese.

Nel cuore della Toscana sono sorti in anni più recenti altri parchi, come in una sorta di distretto regionale che si irradia dal modello principale degli Art spaces di Celle: da Poggio Valicaia a Scandicci al Parco della Padula a Carrara, da Villa Magia a Quarrata al Castello di Santa Maria Novella nei pressi di Certaldo e il Chianti Scultpure Park, per citarne solo alcuni.

I parchi d’artista invece si concentrano nel sud della Toscana. Fra gli anni ’80 e ’90 sono sorti in questa zona periferica a vocazione naturalistica il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle lungo la costa tirrenica e il Giardino di Daniel Spoerri sulle pendici del Monte Amiata: coinvolgenti percorsi d’immersione nell’opera e nella poetica di due protagonisti del ‘900.

Percorrere i sentieri entro questi parchi sarà come immergersi in un’opera d’arte totale e vivente, intrigante e magico spaesamento temporale in un paesaggio ancora incontaminato che in seguito ha accolto anche il Giardino dei Suoni di Paul Fuchs e il Giardino di Non Ritorno di Rodolfo Lacquaniti (realizzato dopo il 2000), specializzando la provincia di Grosseto nella declinazione artistica ambientale.

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